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NOVITÀ FISCALI

Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta per l’acquisto di nuovi veicoli a bassa emissione di CO2 e ibridi o elettrici
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 82/E del 23 settembre 2019, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, dei crediti d’imposta per l’acquisto di veicoli nuovi di fabbrica di categoria M1 a basse emissioni di CO2 e di categoria L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e ed L7e elettrici o ibridi. I nuovi codici tributo sono: ‘6903’ denominato ‘Eco-bonus veicoli Cat. M1 – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1031, L. n. 145/2018’ e ‘6904’ denominato ‘Eco-bonus veicoli Cat. L1e/L7e – Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta – articolo 1, comma 1057, L. n. 145/2018’.
(Vedi risoluzione n. 82 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli investimenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici e del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 83/E del 27 settembre 2019, ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti nei Comuni colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016 e del credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali (ZES). I nuovi codici tributo sono: ‘6905’ denominato ‘Credito d’imposta investimenti sisma centro Italia – art. 18-quater, comma 1, decreto-legge 9 febbraio 2017 n. 8’; ‘6906’ denominato ‘Credito d’imposta investimenti ZES – articolo 5, comma 2, decreto-legge 20 giugno 2017 n. 91’.
(Vedi risoluzione n. 83 del 2019)

Modalità di versamento della sanzione amministrativa pecuniaria per il contrasto della contraffazione – Istituzione codice tributo
Il decreto legge 14 marzo 2005 n. 35 ha previsto una sanzione amministrativa pecuniaria per chi viola le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale. Per consentire il versamento della sanzione amministrativa pecuniaria per il contrasto della contraffazione irrogata dalla polizia comunale l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘3022’. In sede di compilazione del mod. F24 il suddetto codice tributo va esposto nella ‘Sezione Imu e altri tributi locali’. Qualora la sanzione amministrativa sia irrogata da organi diversi della polizia comunale il versamento è effettuato utilizzando il codice tributo ‘3021’. E’ quanto si legge nella risoluzione n. 84/E dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 4 ottobre. Il documento di prassi amministrativa precisa che ai fini del versamento della sanzione non è possibile avvalersi dell’istituto della compensazione.
(Vedi risoluzione n. 84 del 2019)

Spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione
Con la risoluzione n. 85/E del 9 ottobre 2019 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le spese relative agli incontri post adottivi per la verifica del corretto inserimento del minore non sono normalmente deducibili in quanto rappresentano un normale onere rientrante nel generico dovere di mantenere, istruire ed educare i figli. Tuttavia, qualora l’accordo stipulato con il Paese di origine del minore preveda per i genitori adottivi l’obbligo di dar seguito a verifiche post adozione, le spese per l’espletamento di dette verifiche sono deducibili in quanto adempimenti necessari per l’espletamento della procedura di adozione.
(Vedi risoluzione n. 85 del 2019)

Indirizzi operativi e linee guida sulla prevenzione e contrasto dell’evasione fiscale e sull’attività relativa alla consulenza, al contenzioso e alla tutela del credito erariale
Con la circolare n. 19/E dell’8 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate illustra le linee guida dei controlli con le priorità del 2019. Al fine di selezionare i soggetti maggiormente a rischio l’Agenzia punta su approcci combinati e diversificati promuovendo la collaborazione degli uffici centrali e periferici e della Guardia di finanza. Questo, anche grazie all’analisi dei dati sempre più sofisticata e agli strumenti tecnologici a disposizione (ad esempio big data, machine learning, intelligenza artificiale). Attraverso le nuove fonti di dati provenienti dalla fatturazione elettronica, dai corrispettivi telematici e dalle informazioni acquisite nell’ambito della cooperazione internazionale l’Amministrazione finanziaria intende promuovere l’adempimento spontaneo del contribuente e concentrare gli sforzi investigativi su macro-tipologie di contribuenti.
Per prevenire e contrastare l’evasione e l’elusione fiscale le attività d’intervento devono essere ottimizzate valorizzando le sinergie e differenziando le misure rispetto ai grandi contribuenti, alle piccole e medie imprese, alle persone fisiche e ai lavoratori autonomi.

Grandi contribuenti
Le Direzioni regionali concentreranno le proprie risorse sui contribuenti che presentano un maggior rischio fiscale o su quelli che non esprimono comportamenti collaborativi e trasparenti. A tal fine potranno contare sull’attività di supporto della Direzione centrale. L’attività partirà da un’attenta analisi di ciascuna posizione fiscale. Verranno utilizzati gli strumenti e gli applicativi già a disposizione come il ‘tutoraggio’. Per ogni contribuente una scheda di analisi del rischio riassume le caratteristiche evidenziando il settore produttivo di appartenenza, il profilo di rischio dei soci, delle partecipate, le operazioni effettuate e le istanze di interpello presentate. Per l’anno 2019 le Entrate si propongono di intercettare e contrastare i più complessi fenomeni di pianificazione fiscale nazionale e internazionale, anche mediante l’uso delle banche dati disponibili.

Imprese medie dimensioni e minori
Le piccole e medie imprese sono formate per lo più da soggetti titolari di Partita Iva. Per contrastare l’evasione nei confronti di questa categoria di soggetti l’attività di analisi del rischio dovrà essere incentrata sulle caratteristiche del territorio di competenza. Sarà necessario, inoltre, un coordinamento sinergico tra le strutture regionali e quelle provinciali. A tal fine, all’interno delle Direzioni regionali saranno attivate specifiche unità organizzative demandate a svolgere attività di analisi del rischio di evasione/elusione in ambito regionale. Analoghi uffici coordineranno le attività di controllo delle strutture periferiche, con particolare riferimento alle imprese con volume d’affari o ricavi compresi tra 25 e 100 milioni di euro. Parallelamente all’attività di controllo le strutture coinvolte dovranno promuovere l’adempimento spontaneo di coloro che riceveranno le lettere di compliance. Nel secondo semestre dell’anno saranno inviate comunicazioni nei confronti di coloro che hanno emesso fatture elettroniche per i primi due trimestri del 2019 e non hanno presentato le relative comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. Il documento riporta le 4 importanti novità fiscali varate di recente: la fatturazione elettronica; la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri al momento limitata per coloro che nell’anno passato hanno realizzato un volume d’affari superiore a 400mila euro; l’ampliamento del regime forfetario; l’approvazione di 175 indici sintetici di affidabilità per il periodo d’imposta 2018.

Persone fisiche, lavoratori autonomi ed enti non commerciali
Al fine di stimolare l’emersione spontanea delle basi imponibili la circolare ricorda che nel 2019 sono state spedite circa 380mila lettere nei confronti dei contribuenti persone fisiche per i quali relativamente alle dichiarazioni dei redditi presentate per l’anno d’imposta 2015, è stata riscontrata un’anomalia. Nell’ultimo trimestre del 2019 verrà inviato un lotto di comunicazioni relativo all’anno d’imposta 2016. L’attività volta ad individuare i fenomeni di evasione/elusione dovrà essere supportata da un’attenta analisi del rischio, incentrata sulle caratteristiche peculiari del territorio e caratterizzata da uno stretto coordinamento tra strutture regionali e provinciali. Le attività di controllo dovranno mirare a far emergere la reale capacità contributiva del contribuente, concentrando l’attenzione sulle situazioni di rischio evitando di concentrare risorse per contestazioni di natura puramente formale. Con specifico riferimento agli enti non commerciali e alle Onlus l’attività di analisi del rischio terrà conto anche della conoscenza diretta del territorio e delle caratteristiche dei vari settori di attività, in modo da ottenere una selezione mirata dei soggetti evitando di perseguire situazioni di minima rilevanza. L’attenzione si dovrà concentrare sulla presenza di elementi non conformi alla natura non-profit del soggetto.

Contrasto illeciti e attività a rilevanza internazionale
Per prevenire e contrastare i fenomeni di frode fiscale, alle tradizionali attività di indagine, si aggiungono i dati provenienti dalla fatturazione elettronica e dalla comunicazione dei dati fattura. L’utilizzo di queste informazioni sarà utile anche per ricostruire la catena dei rapporti commerciali ed individuare i reali promotori e beneficiari della frode, specie in ambito Iva. Attenzione particolare dovrà essere posta ai fenomeni di frode fiscale realizzati mediante il meccanismo delle indebite compensazioni di crediti d’imposta, nonché mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La circolare si sofferma poi sul ruolo svolto dal Settore contrasto illeciti attivo sul fronte internazionale per contrastare le residenze fittizie all’estero e l’illecito trasferimento e/o la detenzione all’estero di attività produttive. Per quest’ultima tipologia di attività, il Settore contrasto illeciti utilizza i dati trasmessi con lo scambio automatico di informazioni pervenute tramite il c.d. ‘monitoraggio fiscale’. Le attività di selezione delle Entrate potranno contare anche sulle informazioni acquisite grazie alla cooperazione con le Amministrazioni finanziarie di altri Paesi vedi il Common Reporting Standard, relative a conti e/o posizioni finanziarie detenuti in altri Paesi. Le informazioni così acquisite consentono di individuare gli intestatari e i titolari effettivi delle attività finanziarie detenute all’estero. L’obiettivo è individuare redditi sottratti a tassazione ascrivibili al soggetto estero operante in Italia. L’incrocio dei dati consentirà di verificare anche la corretta operatività di chi detiene attività finanziarie all’estero e i fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva.
(Vedi circolare n. 19 del 2019)

Aliquota Iva prestazioni didattiche finalizzate al conseguimento delle patenti di guida
La Corte di Giustizia europea, con la sentenza del 14 marzo 2019, causa C-449/2017, si è pronunciata in merito alle esenzioni in materia di Iva ed ha affermato che tale esenzione non trova applicazione sulle lezioni di scuola guida, in quanto questa categoria di insegnamento non rientra tra quelle di ambito scolastico e/o universitario. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 79/E del 2 settembre 2019, risponde ad un contribuente che chiedeva di sapere se fosse corretto continuare a ritenere esenti da Iva le prestazioni didattiche finalizzate al conseguimento della patente di guida e se fosse passibile di contestazione per l’indebito ricorso all’esenzione Iva sulle prestazioni di natura didattica. Secondo i giudici unionali, l’insegnamento della guida automobilistica in una scuola guida, resta un insegnamento specialistico che non equivale a quello scolastico o universitario. In considerazione di ciò l’Amministrazione finanziaria ritiene che l’attività avente ad oggetto lo svolgimento di corsi teorici e pratici per il rilascio della patente di guida, deve considerarsi imponibile agli effetti dell’Iva.
Riguardo alle operazioni effettuate e registrate in annualità ancora accertabili ai fini Iva, è necessario dunque emettere una nota di variazione in aumento. Tale maggiore imposta deve confluire nella dichiarazione integrativa di ciascun anno solare di effettuazione delle prestazioni ancora accertabili. In merito al comportamento pregresso il documento di prassi amministrativa chiarisce che non sono irrogate né sanzioni né richieste di interessi moratori al contribuente per le prestazioni poste in essere antecedentemente al varo della presente risposta.
(Vedi risoluzione n. 79 del 2019)

Atto di separazione consensuale e agevolazioni ‘prima casa’
La cessione a terzi dell’immobile acquistato con l’agevolazione ‘prima casa’, in virtù di clausole contenute in un accordo di separazione omologato dal giudice, finalizzato alla risoluzione della crisi coniugale, non comporta la decadenza dal relativo beneficio. E’ quanto si legge nella risoluzione n. 80/E del 9 settembre 2019 dell’Agenzia delle Entrate. Il documento di prassi amministrativa chiarisce i dubbi prospettati da una contribuente che nel 2015 aveva acquistato, con i benefici ‘prima casa’ un immobile abitativo. Nel 2018 la stessa si separava consensualmente dal coniuge. L’accordo comprendeva la messa in vendita, prima dei 5 anni dalla data d’acquisto, dell’abitazione familiare con ripartizione in parti uguali tra i coniugi del ricavato. L’interpellante voleva sapere se la cessione a terzi dell’immobile comportava la decadenza dell’agevolazione ‘prima casa’. L’articolo 19 della legge 74/1987 dispone l’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e di ogni altra tassa degli atti stipulati in conseguenza del procedimento di cessazione degli effetti civili del matrimonio e del procedimento di separazione personale tra coniugi, senza alcuna distinzione tra atti eseguiti all’interno della famiglia (cessione dell’immobile fra coniugi) e atti eseguiti nei confronti di terzi (vendita a terze parti). La ratio della norma è quella di agevolare la sistemazione dei rapporti patrimoniali tra coniugi a seguito di separazione o divorzio.
(Vedi risoluzione n. 80 del 2019)

Modifiche alla disciplina del Patent box
Il decreto Crescita ha apportato alcune modifiche alla disciplina del Patent box. A decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto (1°maggio 2019), i soggetti titolari di reddito d’impresa che optano per il regime agevolato Patent box possono scegliere di determinare e dichiarare il reddito agevolabile, indicando le informazioni necessarie alla predetta determinazione in idonea documentazione. L’opzione per la determinazione diretta del reddito agevolabile è comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta al quale si riferisce l’agevolazione Patent box, ha durata annuale ed è irrevocabile e rinnovabile. In caso di rettifica della somma, da cui deriva una maggiore imposta o una differenza del credito, al contribuente non si applica alcuna sanzione se lo stesso, nel corso di verifiche o ispezioni, consegni al fisco la documentazione necessaria per accedere al regime speciale. Il contribuente che detiene la suddetta documentazione deve darne comunicazione all’Amministrazione finanziaria nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta per il quale beneficia dell’agevolazione. Il documento di prassi amministrativa analizza il caso particolare dei contribuenti Ires con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare in corso al 1°maggio 2019. I contribuenti che si trovano in questa situazione, per scegliere il Patent box senza ruling e comunicare il possesso della documentazione, devono indicare il codice 1 nel campo ‘Situazioni particolari’ dei modelli ‘Redditi-Sc’ o ‘Redditi-Enc’ 2019.
I soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare in corso al 1°maggio 2019, non obbligati all’attivazione degli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale, possono comunicare, al fine di beneficiare della non applicazione delle sanzioni, il possesso della documentazione indicando nello stesso campo ‘Situazioni particolari’ il codice ‘2’.
(Vedi risoluzione n. 81 del 2019)