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NOVITÀ FISCALI

Credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo
Con la risoluzione n. 40/E del 2 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate risponde ad una società in merito alla possibilità per la stessa di usufruire del credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, di cui all’articolo 3 del dl 23 dicembre 2013 n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014 n. 9, e successive modifiche e integrazioni. E’ la seconda volta che l’Amministrazione finanziaria interviene sul tema soffermandosi in particolare sulla corretta individuazione dell’ambito oggettivo di applicazione del bonus. Con il documento l’Agenzia risponde a un’istanza di interpello nella quale veniva chiesto di valutare l’ammissibilità al beneficio di un complesso progetto informatico volto alla gestione delle informazioni, dei documenti e delle fasi di controllo che abiliti l’adozione di modelli operativi innovativi e, di conseguenza, l ‘erogazione di migliori servizi ai clienti. L’intervento era basato su un sistema informatico condiviso (c.d. ‘cross-department’) in grado di fornire informazioni di natura tecnica in sede di sopralluogo/installazione/manutenzione/guasto. Per la società istante le attività descritte rientravano nelle c.d. attività di ‘sviluppo sperimentale’. In linea con il parere espresso dal Ministero dello Sviluppo economico, la risoluzione n. 40/E/2019 precisa che le attività descritte non rientrano tra quelle di ricerca e sviluppo che danno accesso al credito d’imposta, in quanto, pur presentando varianti rispetto alle alternative già presenti sul mercato, si basano, comunque su tecnologie già diffuse nel settore di appartenenza della società. Secondo il parere tecnico espresso dal Mise gli investimenti posti in essere dall’impresa sono inquadrabili nella categoria ‘innovazione di processo’ e, in quanto tali, non sono agevolabili agli effetti della disciplina del credito d’imposta.
(Vedi risoluzione n. 40 del 2019)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari su stampa ed emittenti radio-tv locali
Con la risoluzione n. 41/E dell’8 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘6900’ per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, dopo la realizzazione dell’investimento pubblicitario incrementale, nei limiti dell’ammontare comunicato con provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inoltre, ai fini dell’utilizzo del credito d’imposta, il modello F24 è presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del suddetto provvedimento. Nel caso in cui l’importo del credito d’imposta utilizzato in compensazione risulti superiore all’ammontare comunicato con il medesimo provvedimento, il relativo modello F24 è scartato. In ogni caso l’agevolazione è utilizzabile nei limiti degli aiuti ‘de minimis’.
(Vedi risoluzione n. 41 del 2019)

Definizione agevolata dei Pvc – Chiarimenti
Il decreto legge n. 119/2018 ha introdotto la possibilità di definire in via agevolata il contenuto integrale dei processi verbali di constatazione consegnati entro il 24 ottobre 2018. La procedura consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione fiscale pregressa. Parliamo di tutte le violazioni contestate nel verbale in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, contributi previdenziali e ritenute, imposte sostitutive, Irap, Ivie, Ivafe e Iva. Il contribuente interessato deve presentare la relativa dichiarazione e versare in autoliquidazione le imposte derivanti dalle violazioni constatate nel Pvc che intende regolarizzare. Per la definizione agevolata del Pvc il soggetto interessato è chiamato a regolarizzare la totalità delle violazioni constatate riferite al singolo periodo di imposta oggetto del processo verbale. A differenza del ravvedimento operoso non è possibile scegliere quali violazioni regolarizzare. Al contribuente, però, viene riconosciuto il beneficio più ampio, consistente nel totale abbattimento di sanzioni ed interessi, rispetto a quello derivante dal ravvedimento. Un’altra differenza è rappresentata dall’esclusione della compensazione ai fini del versamento degli importi dovuti per la definizione agevolata del Pvc, consentita, invece, per il ravvedimento. A fronte di questa limitazione, è però consentita la possibilità di rateizzare gli importi dovuti fino a 20 rate trimestrali. Chi opta per la definizione del Pvc rinuncia ad instaurare un procedimento in contraddittorio con l’ufficio, a differenza delle altre forme di definizione agevolata. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 7/E del 9 aprile 2019, ha fornito alcuni chiarimenti sulla regolarizzazione dei processi verbali di constatazione. Sono definibili le violazioni sostanziali, ovvero le violazioni che hanno inciso sulla determinazione della base imponibile o sul versamento del tributo, con esclusione di quelle relative a settori impositivi diversi da quelli espressamente richiamati dal comma 1 dell’articolo 1 del Dl 119/2018 e di quelle di natura formale che non rilevano sulla determinazione della base imponibile né sul pagamento dei tributi; possono inoltre essere definite anche le violazioni constatate nel Pvc relativamente a periodi di imposta per i quali la dichiarazione risulta omessa. La definizione può interessare anche i periodi di imposta per i quali, alla data di consegna del Pvc, non erano ancora scaduti i termini ordinari per la presentazione della relativa dichiarazione. I contribuenti interessati ad avvalersi della definizione agevolata del Pvc devono presentare, entro il prossimo 31 maggio, la dichiarazione integrativa per i periodi di imposta oggetto di constatazione. In particolare, i contribuenti devono presentare, sempre entro il 31 maggio 2019, la dichiarazione relativa allo specifico periodo d’imposta da definire o più dichiarazioni, se per lo stesso periodo d’imposta sia prevista la presentazione autonoma di una singola dichiarazione per ciascun tributo. Come anticipato il versamento in autoliquidazione delle imposte deve avvenire entro il 31 maggio 2019, senza interessi né sanzioni. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione o a rate (massimo 20); il versamento della prima rata deve essere effettuato entro il 31 maggio 2019. Le rate successive alla prima vanno corrisposte entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre. Esclusi dalla regolarizzazione sono i rilievi inerenti alla disciplina dell’abuso del diritto o elusione fiscale.
(Vedi circolare n. 7 del 2019)

Commento alle novità fiscali – Legge di Bilancio 2019 – Primi chiarimenti e risposte a quesiti posti in occasione di eventi organizzati con stampa specializzata
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 8/E del 10 aprile 2019, fornisce primi chiarimenti in merito alle novità recate dalle disposizioni di carattere fiscale contenute nella legge di Bilancio 2019. I chiarimenti tengono conto anche delle risposte fornite dall’Amministrazione finanziaria nel corso degli eventi Videoforum Italia Oggi e Telefisco Sole24ore 2019, con particolare riguardo alle novità normative relative all’estensione del regime forfetario, l’imposta sostitutiva per gli imprenditori individuali e i lavoratori autonomi, la disciplina del riporto delle perdite per i soggetti Irpef, il bonus ristrutturazioni, la disciplina dell’iper ammortamento e del Cloud computing e la definizione agevolata dei debiti tributari per i contribuenti in precarie condizioni economiche. In merito al regime forfetario, il documento di prassi chiarisce che i soggetti che nel 2018 erano in regime ordinario hanno la possibilità di passare al regime forfetario senza dover attendere il decorso del triennio previsto per gli esercizi delle opzioni Iva. Via libera al riporto illimitato delle perdite d’impresa maturate prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni per ditte individuali e società di persone in contabilità ordinaria. Le perdite d’impresa antecedenti al 2018, generate dal 2013 al 2017, potranno essere riportate in avanti senza limite temporali e si potranno utilizzare per abbattere i redditi d’impresa dei successivi periodi, tenendo sempre conto dei nuovi limiti di utilizzo. Anche le perdite attribuite ai soci delle Srl trasparenti sono ora riportabili senza limiti di tempo, sempre nei limiti dell’80% degli altri redditi d’impresa conseguiti in ciascun anno e per l’intero importo. Interessano solo i nuovi investimenti i limiti introdotti dal nuovo regime dell’iper ammortamento. Pertanto, gli investimenti realizzati nel 2019 per i quali entro il 31 dicembre 2018 risultava accettato l’ordine dal venditore ed era stato pagato un acconto di almeno il 20% del prezzo totale, rientrano nella disciplina precedente. Per quanto concerne il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, tra le tipologie di spese ammissibili rientrano anche i costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo. La novità produce effetto dal 2019, restando ferma l’esclusione di tali spese nei periodi di imposta precedenti. Ai fini del calcolo del beneficio, a partire dal 2019, il parametro storico dovrà essere ricalcolato, aggiungendo i medesimi costi sostenuti nel triennio 2012-2014. Tuttavia, se l’inclusione nella nuova tipologia di spesa nel calcolo della media storica e dei nuovi investimenti determina una riduzione dell’eccedenza agevolabile, l’impresa potrà rinunciare a tale inclusione. Al contribuente è preclusa la possibilità di beneficiare del bonus verde Irpef del 36% per i lavori di sistemazione di giardini, terrazze e balconi se non si avvale di imprese e professionisti specializzati. Per beneficiare dello sgravio è necessario, infatti, che le spese siano documentabili. Flat tax al 15% sui compensi derivanti da lezioni private e ripetizioni. Le somme saranno escluse dal reddito complessivo e non rileveranno ai fini del riconoscimento e del calcolo di detrazioni, deduzioni e di altre agevolazioni fiscali. Tuttavia, i proventi derivanti dalle ripetizioni saranno computati nella determinazione dell’Isee. Interessa sia le persone fisiche che le società la nuova detrazione fiscale prevista per l’installazione di colonnine di ricarica di veicoli elettrici. Possono dunque accedere all’incentivo sia i soggetti Irpef che Ires. La cedolare secca sui negozi interessa solo le pertinenze accatastate nelle categorie C/2, C/6 e C/7, se concesse in locazione unitamente al bene principale C/1, ossia a negozi e botteghe. Restano esclusi i laboratori per arti e mestieri e gli appartamenti continui ai locali commerciali e utilizzati come magazzini.
(Vedi circolare n. 8 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 42/E del 9 aprile 2019, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite i modelli ‘F24’ e ‘F24 Enti pubblici’ dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto del Ministro dell’Economia 17 giugno 2014, come sostituito dall’articolo 1, comma 1, del decreto del Ministro dell’Economia 28 dicembre 2018. Il provvedimento prevede che il pagamento dell’imposta sulle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare è effettuato entro il giorno 20 del primo mese successivo. A tal fine, l’Agenzia rende noto l’ammontare dell’imposta dovuta in base ai dati presenti nelle fatture elettroniche inviate attraverso il Sistema d’interscambio, riportando l’informazione all’interno dell’area riservata del soggetto passivo Iva presente sul sito delle Entrate. Tale disposizione trova applicazione alle fatture elettroniche emesse dal 1°gennaio 2019.
(Vedi risoluzione n. 42 del 2019)

Istituzione dei codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali, sui compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni
Con la risoluzione n. 43/E del 16 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali, sui compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni. Nello specifico i nuovi codici tributi sono: ‘1854’ denominato ‘Imposta sostitutiva Irpef e addizionali regionali e comunali sui compensi per lezioni private e ripetizioni – Acconto prima rata’; ‘1855’ denominato ‘Imposta sostitutiva Irpef e addizionali regionali e comunali sui compensi per lezioni private e ripetizioni – Acconto seconda rata o unica soluzione’ e, infine, ‘1856’ denominato ‘Imposta sostitutiva Irpef e addizionali regionali e comunali sui compensi per lezioni private e ripetizioni – Saldo’.
(Vedi risoluzione n. 43 del 2019)

Trasmissione per via telematica all’Enea delle informazioni sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, per il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito
La legge di Bilancio 2018 ha previsto la trasmissione, per via telematica, all’Enea, delle informazioni sugli interventi effettuati per la riqualificazione energetica degli edifici. La disposizione trova applicazione a decorrere dal 1°gennaio 2018. Gli interessati, entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, sono tenuti alla trasmissione delle informazioni relative agli interventi effettuati per mezzo di un sito web dedicato. Poiché tale sito è operativo dal 21 novembre 2018, per i lavori terminati tra il 1°gennaio 2018 e il 21 novembre 2018, il termine dei 90 giorni decorre da tale ultima data. Su richiesta degli operatori del settore e delle associazioni di categoria il Mise ha comunque concesso una proroga per la trasmissione dei dati per l’anno 2018, sino alla data del 1°aprile 2019. La trasmissione delle informazioni concerne soltanto gli interventi che comportano risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili. E’ prevista, inoltre, la trasmissione delle informazioni relative all’acquisto nel 2018 di elettrodomestici in classe energetica A+ sempreché collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato dal 1°gennaio 2017. Con il presente documento di prassi amministrativa viene chiarito che la mancata trasmissione all’Enea delle informazioni concernenti gli interventi edilizi che comportano risparmio energetico, seppure obbligatoria, qualora non effettuata, non determina la perdita del diritto alla detrazione. Infatti, non è prevista alcuna sanzione nel caso in cui non si provveda a tale adempimento.
(Vedi risoluzione n. 46 del 2019)