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NOVITÀ FISCALI

Tassabilità, in capo ai dipendenti, del servizio di monitoraggio di dati sensibili offerto dal datore di lavoro
Con la risoluzione n. 77/E del 12 agosto 2019 l’Agenzia delle Entrate risponde ad una società che in qualità di sostituto di imposta chiede di conoscere il corretto trattamento tributario da riservare al servizio di monitoraggio del ‘dark web’, offerto ai propri dipendenti e, in particolare, se lo stesso possa essere considerato non soggetto a tassazione in capo a questi ultimi, in quanto erogato nell’esclusivo interesse del datore di lavoro. Il documento di prassi amministrativa ricorda il principio per cui non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente le somme che non costituiscono un arricchimento per il lavoratore e le erogazioni effettuate per un esclusivo o prevalente interesse del datore di lavoro. Il servizio di monitoraggio di dati sensibili (dark web) ha lo scopo di minimizzare i rischi correlati all’utilizzo improprio dei dati personali (pensiamo ai furti di identità e di informazioni privilegiate) e di tutelare, oltre al dipendente, il sistema aziendale. Il servizio costituisce così uno strumento importante per svolgere in sicurezza e libertà l’attività lavorativa dei dipendenti e per gestire, minimizzando, il rischio connesso all’utilizzo illecito delle informazioni sensibili. Il servizio offerto dalla società ai dipendenti risponde così a un interesse prevalente della società medesima, anche quando utilizzi informazioni personali dei dipendenti (vedi numero di passaporto o carta d’identità) per minimizzare il rischio aziendale correlato all’uso fraudolento di informazioni sensibili. In considerazione di ciò l’Amministrazione finanziaria sostiene che il servizio di monitoraggio dei dati offerto dalla società ai dipendenti non sia fiscalmente rilevante in capo a questi ultimi e che la società, in qualità di sostituto di imposta, non sia tenuta ad applicare le relative ritenute ai sensi dell’art. 23 del Dpr 600/1973.
(Vedi risoluzione n. 77 del 2019)