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RASSEGNA STAMPA FISCALE

venerdì 24 maggio 2019

Ecobonus per le microcar e tutte le moto elettriche
Claudia Voltattorni - Corriere della Sera - 28
Dopo la bocciatura per inammissibilità, l’ecobonus targato M5S viene riammesso e si estende a moto, motorini e microcar grazie a un nuovo emendamento al decreto Crescita. Stavolta l’ecoincentivo per l’acquisto di veicoli elettrici viene esteso anche a tutti i veicoli verdi a due, tre e quattro ruote di categoria ‘L’, cioè motorini e moto di ogni cilindrata, tricicli e quadri cicli. Inoltre viene ampliata la platea dei destinatari dell’incentivo anche a chi rottama un qualunque veicolo di categoria ‘L’ Euro 3 (prima era possibile solo per gli Euro 0, 1 e 2) e varrà anche se la categoria acquistata è diversa da quella rottamata. Sarà possibile usufruire dell’ecobonus anche senza essere proprietario del mezzo: basta essere un familiare convivente, l’importante è che si possegga il mezzo da almeno 12 mesi. Un emendamento del M5S istituisce un fondo di 2 milioni di euro per l’acquisto di veicoli elettrici per disabili.

Aumento Iva, 9mila negozi rischiano la chiusura
- - Corriere della Sera - 29
Secondo una stima di Confesercenti l’aumento dell’Iva porterebbe a una riduzione di 8,1 miliardi della spesa delle famiglie, pari a 311 euro di minori consumi a testa. L’impatto avrebbe un effetto devastante anche sul tessuto delle imprese, già in sofferenza. La frenata dei consumi che seguirebbe l’incremento delle aliquote Iva porterebbe alla scomparsa di altri 9mila negozi da qui al 2020. Secondo Confesercenti le famiglie italiane spendono 2.530 euro l’anno in meno di otto anni fa. I consumi si sono ridotti di oltre l’8% tra il 2011 e il 2018. Per uscire dall’impasse occorre mettere più soldi nelle tasche degli italiani ma la via del salario minimo, tanto cara al M5S, è sbagliata. Meglio introdurre una flat tax sugli aumenti salariali al di sopra dei minimi contrattuali. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘La spesa delle famiglie perde 60 miliardi in otto anni’ – pag. 8)

La Lega rilancia sugli 80 euro: serve lo sconto d’imposta
Marco Mobili - Il Sole 24 Ore - 7
La Lega intende rilanciare e potenziare il bonus da 80 euro percepito oggi da 11,7 milioni di lavoratori dipendenti e vuole farlo nel più ampio intervento di revisione dell’Irpef con l’introduzione della flat tax per lavoratori dipendenti e pensionati. Da tempo si ragiona sul destino degli 80 euro. Il ministro dell’Economia Tria ha avanzato l’ipotesi di un riassorbimento del bonus nell’ambito di una riforma fiscale. Sono due le misure della Lega in materia. La prima vede la trasformazione degli 80 euro da bonus in busta paga in detrazione strutturale per lavoro dipendente. L’altra ipotesi allo studio è quella di aumentare l’importo del bonus, anche fino a raddoppiarlo prevedendo però, a differenza dell’attuale disciplina, che sia valido anche ai fini previdenziali.

Definizione agevolata dei Pvc solo con i valori contestati
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - 21
C’è tempo fino al 31 maggio per la definizione agevolata dei Pvc. I contribuenti interessati sono tenuti a presentare la dichiarazione correttiva per i maggiori imponibili contestati. Sono definibili i verbali già consegnati al contribuente al 24 ottobre 2018 con i quali sono state contestate violazioni di carattere sostanziale che hanno inciso sulla determinazione della base imponibile o sul versamento del tributo e che determinino l’applicazione di sanzioni irrogabili. Sono definibili anche le violazioni relative agli obblighi contabili prodromi che alle maggiori imposte contestate. Escluse, invece, le contestazioni di violazioni rilevabili normalmente attraverso i controlli automatizzati e formali. La definizione non sana la sanzione amministrativa dal 25 al 50% prevista per l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per la parte indeducibile perché riferita a ricavi fatturati (e tassati) dal contribuente. Pagamenti fino a 20 rate di pari importo. La prima va versata entro il 31 maggio e quelle successive entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

Istanza entro il 10 giugno non per tutti
Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - 21
Liti pendenti. Il 10 giugno dovrebbero terminare gli adempimenti che gravano sul contribuente interessato a definire la lite. Tale scadenza non dovrebbe però (ma il condizionale è d’obbligo) interessare coloro che si sono avvalsi della definizione, ma soltanto chi ha fatto in precedenza richiesta di sospensione del processo al giudice, dichiarando di volersi avvalere dell’istituto. In tal caso, infatti, il processo è sospeso fino al 10 giugno 2019. Secondo la norma se entro tale data il contribuente deposita copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata, il processo resta sospeso fino al 31 dicembre 2020. Sembrerebbe, dunque, che solo chi ha richiesto, con apposita istanza, la sospensione del processo sia tenuto al deposito della domanda entro il 10 giugno. Chi non lo ha richiesto, non è tenuto a rispettare la scadenza del 10 giugno prossimo.

Tassa rifiuti, solo quota fissa all’impresa che non conferisce
Pasquale Mirto - Il Sole 24 Ore - 22
La quota fissa della Tia è sempre dovuta, mentre quella variabile è legata al servizio attivo. Dunque si paga solo se si conferisce. E’ quanto si legge nella sentenza n. 14038 di ieri della Corte di cassazione. La decisione relativa alla Tia può estendersi anche alla Tari. Il caso analizzato dai giudici del Palazzaccio riguardava uno stabilimento di produzione di imballaggi di carta e cartone, nel quale venivano prodotti rifiuti speciali non assimilabili (inchiostri) e sfridi di cartone che venivano rivenduti. Il gestore aveva ritirato i cassonetti e non provvedeva ad alcuna raccolta. Ad avviso della Corte se il contribuente prova di non produrre rifiuti suscettibili di smaltimento, in quanto interamente riciclati o venduti a terzi, o di produrre esclusivamente rifiuti speciali non assimilati o non assimilabili, non è tenuto al versamento della quota variabile.

Autovalutazione rischio, atti da tenere
Valerio Vallefuoco - Il Sole 24 Ore - 22
Con le Linee guida per la valutazione del rischio il Cndcec prosegue l’impegno sugli obblighi antiriciclaggio. Il documento pubblicato ieri, molto dettagliato, ha valenza esemplificativa e dovrebbe orientare gli iscritti nell’adempimento degli obblighi. Autovalutazione del rischio, adeguata verifica della clientela e conservazione dei dati e delle informazioni sono le tre grandi aree tematiche su cui si è concentrato il gruppo di lavoro del Cndcec. L’elaborato si compone di tre parti. La prima fornisce chiarimenti in tema di autovalutazione del rischio. La seconda, sugli obblighi di adeguata verifica della clientela, dedica ampio spazio all’identificazione del titolare effettivo. La terza fornisce utili indicazioni operative in merito all’adempimento dell’obbligo di conservazione. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Controlli biennali sui clienti’ – pag. 26)

Solo il titolare dell’impresa familiare può riportare le perdite pregresse
Luca Gaiani - Il Sole 24 Ore - 23
Dal forum online di Dichiarazioni 24 arrivano quesiti riguardanti le novità nel regime delle perdite delle imprese minori varate con la legge di Bilancio 2019. Le modifiche, che trovano applicazione dal periodo d’imposta 2018, stabiliscono l’abbandono del regime di compensazione orizzontale delle perdite delle imprese in semplificata e l’avvio di un regime, analogo a quello dei soggetti Ires, di riporto verticale temporalmente illimitato, ma con un limite dell’80% del reddito di ciascun esercizio successivo. Secondo gli esperti, per l’impresa familiare in contabilità semplificata il nuovo riporto delle perdite opera solo nei confronti del titolare. Sarà dunque l’imprenditore a poter scalare, con le percentuali previste dalla legge di Bilancio 2019, il risultato negativo del 2017. La modifica delle quote di ripartizione a fine anno potrebbe consentire un maggiore utilizzo delle perdite pregresse a condizione che la quota sia proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro prestato.

La perizia non valida rinvia l’iperammortamento
L.Ga. - Il Sole 24 Ore - 23
Chi intende avviare la deduzione dell’iperammortamento nella dichiarazione 2019 deve presentare la perizia giurata o l’autocertificazione entro il 31 dicembre 2018. Un’autocertificazione successiva a tale data, in sostituzione di una perizia giurata rivelatasi non valida, assume rilevanza solo dall’esercizio 2019. Secondo gli esperti la perizia non valida rinvia l’iperammortamento in quanto va acquisita entro la fine dell’anno di avvio dell’interconnessione. Il quesito è stato formulato al forum di Dichiarazioni 24.

Sindaci e revisori, verso il compromesso
Marco Mobili - Il Sole 24 Ore - 28
Slitta a dopo le europee l’emendamento che interviene sui nuovi limiti all’obbligo di nomina dei sindaci e dei revisori nelle Srl. Sono due le proposte in discussione, entrambe della Lega. Quella di Alberto Gusmaroli, che prevede un intervento più soft rispetto a quello della collega Silvana Comaroli: il superamento di 4 milioni di totale dello stato patrimoniale, di 4 milioni di volume di ricavi e 20 dipendenti. La proposta di Comaroli innalzava in maniera decisa i parametri della riforma sulle crisi di impresa, con la conseguenza che avrebbe provocato una riduzione del numero delle società interessate, anche rispetto all’attuale versione del Codice civile. Il rischio era quello di eliminare sul nascere il meccanismo di allerta sulle crisi di impresa messo in atto dalla riforma. Anche il presidente dei commercialisti Massimo Miani ha sostenuto che con l’emendamento Comaroli sarebbe venuto meno di fatto il meccanismo di allerta con lo snaturamento della riforma di recente approvata.

Imu, esoneri dichiarativi
Giuliano Mandolesi - Italia Oggi - 28
Stop all’obbligo dichiarativo Imu per comodato e affitto a canone concordato. Il doppio esonero si applicherà solo a partire dal 1°gennaio 2020 e figura tra le novità contenute nel progetto di legge sulla semplificazione fiscale approvato in prima lettura dalle Camere ora trasformato in emendamento al dl Crescita. La volontà del legislatore è quella di eliminare l’invio delle dichiarazioni Imu per le due casistiche citate, poiché trattasi di dati già noti all’Amministrazione finanziaria, essendo atti soggetti a registrazione e l’attestazione del possesso del requisito mediante specifica dichiarazione risulta di fatto un adempimento duplicato.

Frode fiscale Prima casa pignorabile
Debora Alberici - Italia Oggi - 28
In caso di frode fiscale la prima casa dell’indagato è sequestrabile. Ciò, anche dopo il decreto Fare. A sancirlo la Suprema corte con la sentenza n. 22581 di ieri. Respinto il ricorso di un imprenditore romano finito sotto inchiesta perché sospettato di fatture soggettivamente false. I giudici della terza sezione penale hanno respinto tutte le motivazioni della difesa. Nell’ambito del processo penale, infatti, non trova applicazione la disposizione che preclude all’agente della riscossione di procedere all’espropriazione della ‘prima casa’ del debitore. Pertanto, non impedisce il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, dell’abitazione dell’indagato.

Locazioni, otto vie per le tasse
Giuliano Mandolesi - Italia Oggi - 29
Le norme introdotte dalla legge di Bilancio 2019 e dal progetto di legge sulla semplificazione fiscale, divenuto ora emendamento al dl Crescita, cambieranno, dal 2020, la tassazione dei redditi da locazione di immobili. Sui redditi fondiari ci saranno ben 8 modalità di tassazione differenti per le locazioni. La legge 145/2018 ha ampliato la portata della cedolare secca anche ai negozi (entro i 600mq). Il pdl semplificazioni ha invece stravolto, a partire dal prossimo anno, le modalità di calcolo della base imponibile per le locazioni di immobili abitativi per cui concorreranno al reddito esclusivamente i canoni percepiti. Le due misure, se da una parte agevoleranno i proprietari di immobili commerciali di categoria C/1 e porranno fine alla normativa che impone di pagare le imposte anche sui canoni non percepiti, dall’altra complicheranno e moltiplicheranno le modalità di tassazione dei redditi fondiari.

Scudo fiscale, ok ai rimborsi
Domenico Ponticelli - Italia Oggi - 30
La Ctr Lombardia, con due sentenze entrambe del 2019, ha stabilito che il contribuente ha diritto al rimborso delle somme versate per il perfezionamento di uno scudo fiscale successivamente contestato e annullato dall’Agenzia delle Entrate. L’interessato nel 2002 aveva aderito allo scudo fiscale al fine di far emergere le attività detenute all’estero. Tramite un intermediario aveva presentato la dichiarazione riservata di adesione, procedendo al pagamento dell’imposta straordinaria. Nel 2010, tuttavia, l’Agenzia delle Entrate contestava la fittizietà dell’operazione disconoscendone tutti i relativi benefici. Venivano così annullati i benefici premiali connessi allo scudo fiscale e al contribuente veniva contestato un maggior reddito rideterminato in via presuntiva secondo la disciplina del dl 167/90. Versate all’erario le somme richieste, il contribuente domandava la restituzione di quanto versato a titolo di imposta straordinaria. I giudici tributari d’appello gli hanno dato ragione e ribaltando il verdetto di primo grado hanno sostenuto che l’imposta va restituita.

Formazione anche ai non iscritti
Michele Damiani - Italia Oggi - 32
Il Consiglio nazionale dei commercialisti e il ministero dell’Economia hanno firmato il protocollo d’intesa per il riconoscimento dell’equipollenza della formazione ai fini dell’obbligo di adempimento dei revisori legali, non presenti nell’albo. Da quest’anno il consiglio nazionale e gli ordini territoriali di categoria potranno estendere la formazione anche ai revisori non iscritti. Inoltre, la partecipazione agli eventi in qualità di relatori consentirà di acquisire crediti formativi.