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RASSEGNA STAMPA FISCALE

giovedì 18 luglio 2019

Isa, spazio alle modifiche con errori nei dati precompilati
Lorenzo Pegorin e Gian Paolo Ranocchi - Il Sole 24 Ore - 21
Ieri si è tenuto il video forum organizzato dal Consiglio nazionale dei commercialisti dedicato ai nuovi Isa. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di anomalia dei dati precaricati il contribuente può intervenire sulle informazioni e correggere quando questo può migliorare il proprio profilo di affidabilità fiscale. Inoltre, sempre in merito ai dati precaricati, le Entrate hanno pure chiarito che non spetta al contribuente verificare tutti i dati importanti, ma lo stesso sarà tenuto ad operarne un controllo solo qualora l’esito dell’Isa presenti la segnalazione di indicatori di anomalia il cui risultato è influenzato proprio dalla presenza di questi dati precaricati. Inoltre è stato precisato che non esiste alcun obbligo per il contribuente di modificare i dati già forniti al fisco ai fini del calcolo degli Isa. Laddove emergano eventuali criticità evidenziate dagli Isa, il contribuente può modificarli e calcolare nuovamente il proprio Isa con i dati variati.

Coop a mutualità prevalente obbligate alla compilazione
Mario Cerofolini - Il Sole 24 Ore - 21
Gli enti non commerciali che si avvalgono del regime agevolato forfetario sono esclusi dall’applicazione degli Isa. Non lo sono, invece, le cooperative a mutualità prevalente che, in assenza di una causa di esclusione specifica operante nei loro confronti, sono tenute a segnalare nelle note aggiuntive che il perseguimento di fini mutualistici ha inciso sulle dinamiche imprenditoriali condizionando negativamente il risultato dell’applicazione degli Isa. E’ quanto emerso, ieri, nel video forum dei commercialisti dedicato alle cause di esclusione dagli Isa. L’Agenzia chiarisce che le cause di esclusione previste per le società cooperative, società consortili e consorzi che operano a favore delle imprese socie o associate e per le società cooperative costituite da utenti non imprenditori, non si estendono nei confronti delle società cooperative a mutualità prevalente per le quali sono validi i chiarimenti forniti nella circolare 110/E/1999.

Senza tasse le donazioni di quote con acquisto del controllo della società
Angelo Busani - Il Sole 24 Ore - 22
Con la risposta all’interpello 257 di ieri l’Agenzia delle Entrate dà il via libera all’esenzione dalle imposte di donazione nel caso di donazione di una quota di controllo di una società di capitali. Secondo l’Agenzia le cessioni contestuali da parte dei genitori a favore dei figli sono finalizzare a garantire il passaggio generazionale dell’impresa conservandone l’unitarietà e la funzionalità. In pratica le cessioni contestuali e congiunte di partecipazioni e di diritti di usufrutto su partecipazioni comportano, in sostanza, il totale trasferimento del controllo di diritto dai donanti ai discendenti, in comunione, realizzando, quindi, il passaggio generazionale dell’impresa dai genitori ai figli, in linea con la ratio della norma agevolativa. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Donazioni più esenti’ – pag. 30)

Cfc, l’esimente con il calcolo del tax rate complessivo
Giacomo Albano - Il Sole 24 Ore - 22
Ai fini della disapplicazione della disciplina Cfc e della tassazione integrale sui dividendi, l’esimente della mancata localizzazione del reddito in un paradiso fiscale può essere soddisfatta dimostrando che l’investimento non ha dato origine a un significativo risparmio d’imposta, valorizzando il carico fiscale complessivamente gravante sui redditi della controllata estera. E’ quanto si legge nella risposta all’interpello 254, pubblicata ieri, dall’Agenzia delle Entrate. Con questo documento l’Amministrazione interviene in merito alle condizioni per disapplicare la disciplina Cfc e la tassazione integrale dei dividendi nel contesto normativo applicabile nel 2017, anteriormente quindi alle modifiche alla disciplina Cfc introdotte dal decreto Atad.

Patent box, da rinnovare ogni anno l’opzione per il calcolo fai da te
Luca Gaiani - Il Sole 24 Ore - 23
E’ in consultazione fino al 24 luglio il provvedimento pubblicato ieri dall’Agenzia delle Entrate che disciplina l’opzione per l’autodeterminazione del reddito agevolabile da patent box, secondo quanto previsto dall’articolo 4 del decreto Crescita. Il provvedimento chiarisce che l’opzione per determinare il reddito agevolato senza il ruling preventivo viene comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa ad ogni esercizio di validità del patent box; inoltre, ha durata di un anno ed è rinnovabile. Per ogni anno la variazione in diminuzione si ripartisce in tre quote di pari importo. Chi intende autodeterminare il reddito agevolabile deve predisporre un documento suddiviso in due sezioni. Nella prima riporta le informazioni riguardanti l’impresa, il modello organizzativo, il business. Nella seconda, invece, i criteri di calcolo del reddito agevolato, partendo dalla descrizione del metodo adottato. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Patent box fai-da-te, opzione ampia’ – pag. 29)

Nell’accertamento dei ricavi vanno definiti anche i costi
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - 23
In presenza di un’omessa dichiarazione l’amministrazione può accertare i ricavi anche con presunzioni supersemplici ma deve sempre considerare i costi relativi, determinati anche induttivamente. E’ quanto si legge nella sentenza n. 19191 depositata ieri della Corte di cassazione. L’ufficio aveva emesso un avviso di accertamento nei confronti di una società per l’omessa presentazione della dichiarazione. Dalle indagini erano emerse quattro fatture di vendita non dichiarate. La Ctp confermava le pretese del fisco. Sulla stessa linea i colleghi di appello. In Cassazione i giudici con l’ermellino hanno sostenuto che nell’ipotesi di omessa presentazione possono essere applicate presunzioni super semplici, prive cioè dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. L’ufficio, però, è tenuto a determinare sia pure induttivamente anche i costi relativi ai ricavi accertati. Solo così viene rispettato il parametro costituzionale della capacità contributiva.

La start up innovativa paga il bollo sui libri sociali
Alessandro Sacrestano - Il Sole 24 Ore - 23
Non si applica in modo estensivo la normativa di agevolazione prevista per le start up innovative. Queste sono dunque tenute a pagare l’imposta di bollo sui libri sociali. La questione nasce dalla corretta interpretazione dell’art. 26, comma 8, del dl 179/2012 e successive modificazioni. La norma stabilisce che ‘a decorrere dalla loro iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese le start up innovative sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese’. Dunque l’esonero dall’imposta di bollo vale per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese. Non sono pertanto esenti gli atti estranei al procedimento di iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese.

Modello Isa ritoccabili. In parte
Andrea Bongi - Italia Oggi - 27
L’Agenzia delle Entrate, ieri, ha fornito chiarimenti sui nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale. Lo ha fatto nel corso della viodeconferenza organizzata dai dottori commercialisti di Roma. I funzionari delle Entrate hanno precisato che il modello Isa precompilato può essere modificato, ma solo in parte. Non possono essere modificati, ad esempio, i dati o le medie di alcune variabili dichiarate dai contribuenti nei sette periodi di imposta precedenti. In presenza di dati errati nel modello, il contribuente può correggerli rimuovendo la conseguente anomalia, soltanto quando tali dati siano modificabili. Nel caso contrario dovrà indicare nel quadro annotazioni del modello gli errori riscontrati ma non potrà agire in alcun modo per evitare l’entrata in campo dell’indicatore di anomalia.

E’ reato fiscale se c’è il dolo
Dario Ferrara - Italia Oggi - 29
Omessa dichiarazione. Non basta la mera violazione dell’obbligo tributario per condannare il contribuente, serve dimostrare il dolo specifico dell’evasione ossia la volontà di porre in essere la condotta che si risolve nel sottrarsi agli obblighi verso il fisco. E’ quanto si legge nella sentenza n. 31343/2019 di ieri della Cassazione penale. La Corte ha accolto il ricorso dell’imputato contro le conclusioni del sostituto procuratore generale che si era pronunciato per l’inammissibilità. Si riapre, così, il giudizio a carico del contribuente condannato in appello a 9 mesi di reclusione dopo che alcuni capi di imputazione sono stati dichiarati prescritti. La motivazione della condanna deve ritenersi apparente se si limita a richiamare regole di esperienza senza analizzare specifici elementi di fatto che emergono dagli atti, in grado di dimostrare che il soggetto obbligato ai versamenti abbia consapevolmente preordinato l’omessa dichiarazione a un’evasione dell’imposta superiore alla soglia di rilevanza penale. Da capire come il dolo specifico di evasione possa essere dimostrato.

No art-bonus per l’ente privato
Giulia Provino - Italia Oggi - 30
No all’art-bonus per le donazioni ad un ente privato. Per fruire del beneficio fiscale è necessario il requisito dell’appartenenza pubblica. Con le risposte n. 250, 258 e 262, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito i dubbi circa la possibilità per le fondazioni di essere ricomprese tra gli istituti culturali di appartenenza pubblica, al fine di consentire ai privati, che effettuano donazioni a sostegno di queste, di fruire del credito d’imposta. L’art-bonus spetta nella misura del 65% delle erogazioni liberali effettuate in denaro da persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici; sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali ecc.

Il contratto d’appalto non è frazionabile
Franco Ricca - Italia Oggi - 30
Con la risposta all’interpello n. 260 pubblicata ieri l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il contratto d’appalto relativo alla costruzione di un edificio a prevalente destinazione abitativa non di lusso, non è frazionabile ai fini dell’applicazione di una differente aliquota Iva alle varie unità immobiliari che lo compongono, in relazione alle diverse destinazioni, ma va unitariamente assoggettato all’aliquota del 10%. A formulare il quesito era stato un imprenditore agricolo che dovendo realizzare un fabbricato costituito da 5 appartamenti, di cui 4 da destinare ad attività agrituristica ed uno a propria abitazione ‘prima casa’, nonché da vani ad uso deposito di macchinari, attrezzature e prodotti agricoli e da alcune autorimesse, chiedeva di sapere se potessero applicarsi al contratto d’appalto le diverse aliquote previste per la prima casa, per le abitazioni non prima casa e per il deposito.

E-fattura sprint
Cristina Bartelli - Italia Oggi - 31
Novità in arrivo sulla fatturazione elettronica. Il tavolo sulla e-fattura per potenziare i pagamenti digitali e snellire alcuni aspetti della gestione dei documenti digitali ha l’obiettivo del rilascio in via automatica della fattura elettronica subito dopo il pagamento tramite Pos. Il documento sarà recapitato direttamente nella posta elettronica certificata del contribuente. Entro pochi mesi, dunque, pagando con carta di credito il Pos chiederà di scegliere l’opzione tra la fattura elettronica e lo scontrino digitale. A chi sceglierà la prima il Pos invierà i dati associati alla carte di credito al software gestionale delle fatture elettroniche e questo recapiterà il documento nella Pec del contribuente che ha pagato.