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RASSEGNA STAMPA FISCALE

venerdì 18 ottobre 2019

Nuova ‘flat tax’, stretta sulle partite Iva
Mario Sensini - Corriere della Sera - 10
Dopo lo zuccherino della flat tax del governo giallo-verde, il nuovo Esecutivo rimette in discussione gran parte dei benefici accordati alle partite Iva. Nel Documento Programmatico di bilancio approvato lunedì scorso ci sono più tasse su lavoratori autonomi e piccole imprese. Il popolo delle partite Iva non ci sta e protesta. Italia viva e M5S chiedono di modificare la norma annunciata. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri ha detto che l’intervento su chi ha aderito al nuovo regime forfettario Iva mira a correggere gli aspetti più discutibili della flat tax al 15%. Tuttavia, gli interventi ipotizzati sono piuttosto radicali. Intanto sparisce il secondo modulo della tassa piatta. Quello con l’aliquota al 20% per le partite Iva con ricavi tra 65 e 100mila euro. Le cose cambieranno anche per chi rientra nei 65mila euro. Si passerà alla determinazione analitica del reddito. Di fatto dal regime forfettario si tornerà al vecchio sistema dei minimi. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Partite Iva, stop al conto dedicato obbligatorio E sui paletti antiabuso per la flat tax ora è scontro’ – pag. 6)

Plastica, l’imposta da un euro a chilo
Andrea Ducci - Corriere della Sera - 11
Per far quadrare i conti il Governo va a caccia di risorse e mette nel mirino la plastica. La nuova tassa sugli imballaggi di plastica è contenuta nel Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles. L’imposta scatta dal prossimo 1°giugno, con un’aliquota di 1 euro al chilo, ossia mille euro a tonnellata. La misura fa parte di un pacchetto di interventi per sostenere la sostenibilità ambientale: nell’elenco, oltre alla tassa sulla plastica, figurano la stretta sia sulle agevolazioni per il gasolio sia sulle auto aziendali più inquinanti. Il Governo stima di incassare almeno 1,8 miliardi nel 2020 e oltre 2 miliardi dal 2021. Il settore colpito dalla plastic tax è quello degli imballaggi, dell’imbottigliamento, dei contenitori monouso e del polistirolo. Le associazioni dei produttori di plastica e l’industria delle acque minerali protestano contro quella che considerano una stangata. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Plastic tax, si parte da 1 miliardo Colpite anche le bottigliette’ – pag. 6)

Compensazioni, il Fisco prende tempo
Alessandra Caputo e Gian Paolo Tosoni - Il Sole 24 Ore - 21
La bozza di decreto fiscale collegato alla manovra economica estende alle imposte dirette la disciplina sulle compensazioni già previste per i crediti Iva e introduce una sanzione di mille euro per ciascuna delega di pagamento non regolare. La norma interviene sulle compensazioni orizzontali cioè sulla possibilità di utilizzare crediti di imposta per il pagamento di tributi e contributi anche di natura diversa. I crediti di imposte dirette potranno essere usati in compensazione dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione. Non cambia, invece, la possibilità di utilizzare liberamente i crediti se di importo inferiore a 5mila euro nonché la compensazione verticale di qualsiasi importo. Le nuove regole trovano applicazione in merito ai crediti maturati a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019. I contribuenti potranno utilizzare i crediti maturati nel 2019 a partire da maggio 2020, ossia da quando è possibile presentare le relative dichiarazioni.

L’accollo del debito non si ripiana con i crediti
Fabio Chiesa e Giampiero Gugliotta - Il Sole 24 Ore - 21
Lotta alle frodi. Il decreto legge fiscale interviene sull’istituto dell’accollo fiscale per prevenire comportamenti fraudolenti come l’indebita compensazione di crediti non esistenti. Il testo inibisce l’uso in compensazione di crediti dell’accollante. In passato era possibile che il debito dell’accollato fosse pagato dall’accollante, non con versamento diretto, bensì tramite compensazione con crediti della cui provenienza legittima non vi era certezza. La misura in via di introduzione modifica l’istituto, coerentemente con quanto stabilito dalla giurisprudenza di merito (Ctp Milano 2719/19/19), andando a inibire, ex lege, il pagamento del debito tributario mediante utilizzo in compensazione di crediti dell’accollante.

Pos, sanzione di 30 euro Resta in bilico quella del 4%
Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce - Il Sole 24 Ore - 21
Rischia una sanzione da 30 euro il commerciante o il professionista che non accetta pagamenti via Pos. La misura è contenuta nel decreto legge collegato alla manovra 2020. Resta in bilico, almeno al momento, la sanzione aggiuntiva del 4% della transazione per la quale non è stato accettato il pagamento con bancomat o carta di credito. Su questa penalità il Governo sta valutando. Sparisce invece dall’ultima bozza del decreto fiscale l’obbligo per le imprese individuali ed i professionisti di aprire un conto corrente dedicato sul quale far confluire esclusivamente le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e i prelievi per i pagamenti delle spese. La previsione di una sanzione per coloro che non accettano pagamenti elettronici è finalizzata a ridurre l’utilizzo del contante e ad aumentare il ricorso a strumenti tracciabili di pagamento, così da favorire l’emersione dell’economia sommersa. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Pos, la multa con la denuncia’ – pag. 41)

Fotovoltaico, cumulo di incentivi da restituire
Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - 22
Le imprese che hanno fruito della Tremonti ambientale, cumulandola con gli incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici relativi al III, IV e V Conto energia possono restituire integralmente il risparmio d’imposta fruito senza applicazione di sanzioni e interessi. La definizione si perfeziona con il pagamento entro il 30 giugno 2020 e con la presentazione di una istanza di definizione all’Agenzia delle Entrate. E’ quanto prevede la bozza di decreto fiscale collegato alla manovra. Il mantenimento del diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti è subordinato al pagamento di una somma, applicando alla variazione in diminuzione a suo tempo effettuata in dichiarazione e relativa alla detassazione l’aliquota d’imposta al tempo vigente. Sembra che il termine del 31 dicembre 2019 fissato per la restituzione sia destinato a slittare ancora. Entro il prossimo 30 giugno andrebbe versata l’imposta così determinata e presentata un’apposita comunicazione di definizione. Restano dubbi sulla proporzionalità della misura dal momento che le imprese hanno agito in buona fede.

Ilva, contante, manette e partite Iva: nel M5S è guerra tutti contro tutti
Manuela Perrone - Il Sole 24 Ore - 9
Il M5S è in subbuglio. Il risultato è un ‘tutti contro tutti’ e la sfida aperta di Luigi Di Maio al premier Conte. Sulla manovra il duello tra i due è palese. Il capo politico del Movimento sostiene che ‘la legge di bilancio probabilmente verrà approvata nel Cdm di lunedì’. Il premier lo stoppa: ‘La manovra è stata approvata salvo intese, ci sono aspetti su cui possiamo ragionare, ma nel Cdm previsto lunedì stiamo lavorando a un decreto legge sul terremoto’. Di Maio insiste su 4 temi: tetto al contante, carcere per i grandi evasori, sanzioni per chi non accetta i Pos e la stretta sulla flat tax per le partite Iva. Conte replica con due mosse. Convoca una riunione di maggioranza sui reati fiscali e stabilisce che il tetto al contante non si tocca. Sul cashless assicura che non sarà penalizzata alcuna categoria. Il presidente lavora per ridurre le commissioni e studia una rimodulazione delle multe per i commercianti. (Ved. anche Il Corriere della Sera: ‘Di Maio critica la manovra Stop da Conte: è già approvata’ – pag. 6)

La web tax al 3% colpisce i grandi intermediari
Alessandro Galimberti - Il Sole 24 Ore - 23
La web tax italiana scatterà dal prossimo 1°gennaio. A prevederlo è lo schema di decreto fiscale collegato alla manovra 2020. La tassa sui servizi digitali italiana è molto simile a quella francese per perimetro e aliquota. Le soglie di ricavi, fissati a 750 milioni anno globali e 5,5 milioni digitali localizzati in Italia, faranno riferimento a quelli conseguiti nell’anno precedente a partire dal 2020. L’imposta, pari al 3% sui ricavi, dovrà essere liquidata su base annuale il 16 febbraio dell’anno successivo a quello dell’esercizio chiuso, durante il quale peraltro la società contribuente dovrà tenere una contabilità dedicata dei servizi digitali imponibili e presentare poi la dichiarazione relativa il 31 marzo di ogni anno. Un rappresentante fiscale nominato ad hoc dovrà svolgere l’attività amministrativa e di liquidazione dell’imposta per la società non residente nemmeno in ambito Ue. Siti aziendali, soggetti finanziari e attività già soggette ad accisa sono fuori dalla web tax. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Tasse digitali senza sharing economy’ – pag. 40)

Lussemburgo verso lo stop ai ruling firmati prima del 2015
Raffaele Villa - Il Sole 24 Ore - 31
Fisco internazionale. Lo scorso 14 luglio il Governo lussemburghese ha trasmesso al Parlamento una proposta di disegno di legge finanziaria 2020 che prevede la cessazione a partire dal 1°gennaio 2020 dell’efficacia degli accordi fiscali preventivi (ruling) concordati con l’amministrazione finanziaria lussemburghese prima del 2015. Qualora la proposta fosse approvata nella sua formulazione attuale i contribuenti si troveranno a dover valutare se, alla luce della normativa vigente, possano ancora fare affidamento sul trattamento fiscale che hanno applicato alle proprie operazioni e strutture sulla base degli accordi preventivi conclusi prima del 1°gennaio 2015, fermo restando che la modifica proposta dovrebbe avere efficacia solo per il futuro e, pertanto, salvare in ogni caso le condotte fiscali sino ad oggi adottate in conformità agli accordi.

Recesso socio, la ritenuta secca taglia il bonus
Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - 31
Dal 1°gennaio 2018 si applica la ritenuta del 26% sulla differenza tra la somma versata al socio che recede da una società di capitali e il costo fiscalmente riconosciuto della sua partecipata. Ciò indipendentemente dal fatto che tale socio sia qualificato o meno. Tale differenziale non entra nella dichiarazione dei redditi del socio e per quest’ultimo non è quindi possibile ridurre l’imposizione al di sotto dell’aliquota indicata. E’ quanto si legge nella risposta ad un interpello resa nei giorni scorsi dalla Dre Lombardia. La risposta ricorda che il comma 1005 della legge 205/2017 dispone, per i redditi di capitale percepiti dal 1°gennaio 2018, la sostanziale assimilazione tra proventi relativi a partecipazioni qualificate e non, assoggettando entrambi alla ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

Il professionista è libero di non applicare la tariffa
Andrea Taglioni - Il Sole 24 Ore - 31
Fatturazione: il commercialista ha la libertà di non applicare le tariffe di categoria. La pretesa tributaria è ingiustificata se la ricostruzione dei maggiori ricavi sia stata calcolata moltiplicando il numero delle prestazioni effettuate per gli importi consigliati dall’Associazione nazionale commercialisti. Ciò in considerazione del fatto che le tariffe rappresentano solo un suggerimento e non assumono valore vincolante visto che il contratto che lega il cliente al professionista può derogare ai compensi professionali, senza che questo determini necessariamente l’occultamento di corrispettivi. Sono le motivazioni con cui la Ctp di Pescara, con la sentenza 504 del 14 ottobre, ha accolto il ricorso di un professionista.

Più carcere per le fatture false
Stefano Loconte e Giulia Mentasti - Italia Oggi - 39
Il decreto fiscale contiene un assaggio di riforma dei reati tributari. Viene infatti innalzato dai sei agli otto anni di carcere il limite massimo di pena per le fatture false. La misura è una prima norma del disegno più ampio di riforma dei reati penali tributari per cui è in corso una discussione all’interno della maggioranza e che sarà inserita nella manovra. Al momento sparisce dal testo la confisca per sproporzione. L’unico reato che ad oggi è interessato dall’inasprimento del trattamento sanzionatorio è quello disciplinato dall’articolo 2 del Dlgs 74/2000 che punisce chi per evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, si avvale di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti indicando nelle dichiarazioni relative a dette imposte elementi passivi fittizi.

Ultima chance per i rottamati
Giuliano Mandolesi - Italia Oggi - 40
I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione ter ma non hanno versato entro il 31 luglio la prima rata della definizione agevolata delle cartelle esattoriali hanno una nuova chance. Il decreto fiscale riapre infatti il termine per il pagamento prorogando la scadenza al prossimo 30 novembre 2019. La finalità della norma è quella di evitare disparità tra rottamati ter con domanda presentata entro il 30 aprile scorso, che dovevano versare la prima o unica rate entro lo scorso 31 luglio, e i rottamati ter post riapertura dei termini che invece potevano presentare le istanze di adesione entro il 31 luglio e pagare entro il 30 novembre. La misura avrà anche effetti positivi sulle entrate erariali. La finalità sarà così duplice, sia di equità sociale sia di cassa.

Export extra Ue, no Iva
Franco Ricca - Italia Oggi - 44
La Corte di giustizia Ue ha dedicato la pronuncia di ieri (causa C-653/18) alla cessione dei beni fuori dall’Unione. La sentenza precisa che la vendita di beni dei quali è provata l’esportazione fuori dall’Unione europea resta non imponibile a Iva anche se l’acquirente effettivo non corrisponde a quello indicato nella fattura oppure non è stato identificato. A meno che l’operazione non si inserisca in una frode al sistema dell’Iva della quale il venditore era consapevole. Qualora poi, la mancata identificazione dell’acquirente riveli l’inesistenza di una cessione, non si può pretendere l’assoggettamento all’Iva giacché manca un’operazione imponibile. In tal caso, tuttavia, al soggetto passivo che ha esportato i beni non compete il diritto alla detrazione dell’Iva a monte.

Sul carcere ai grandi evasori altolà di Italia viva: l’intesa non c’è
Emilia Patta - Il Sole 24 Ore - 9
All’ex premier Matteo Renzi il carcere contro i grandi evasori non piace. A confortarlo, ieri, è arrivato il Rapporto sulla corruzione in Italia nel triennio 2016-2019 del presidente uscente dell’Anac, Raffaele Cantone. ‘L’evasione è strettamente legata alla corruzione ed è un danno per tutti. Va bene inasprire le pene ma non è con le manette che si vince l’evasione’. La posizione di Cantone è in linea con quella di Italia viva. Ieri si è tenuto un vertice sui reati fiscali voluto dal premier Conte al quale ha partecipato anche il Guardasigilli Bonafede. I partecipanti si sono trovati d’accordo sull’impianto generale ma non ancora sullo strumento. Un emendamento al decreto fiscale non convince Italia viva, Pd e Leu: meglio un ddl ad hoc. L’accordo sul carcere per i grandi evasori ancora non c’è. Critiche anche contro la sugar tax e la plastic tax.